Dott. Paolo Tozzi MSc, BSc , D.O. Osteopata, Fisioterapista e Autore

É uno degli osteopati più riconosciuti a livello internazionale. Uno dei maggiori esponenti e ricercatori in ambito fasciale ed un precursore nel campo dell’osteopatia animale. Paolo Tozzi ci accompagnerà in un viaggio tra passato e futuro, alla scoperta di questa scienza manuale ancora poco riconosciuta: l’osteopatia.

Le origini dell’Osteopatia sono ancora oggi avvolte da un manto di mistero. Il suo fondatore, il Dr. Andrew Taylor Still (1828-1917), visse nella fine del XIX secolo nel Missouri (U.S.A.), frequentò la Kansas City Medical School, ma come molti medici che in quel periodo vivevano in zone di frontiera, imparò la medicina sopratutto nella sua applicazione sul campo, leggendo libri, e realizzando dissezioni di corpi che lui stesso riesumava per meglio conoscerne l’anatomia. Nel 1864 in seguito ad una terribile epidemia che mieté tra le vittime ben tre dei suoi figli, visse in ritiro per molti anni con gli indiani Shawnee, presso cui apprese la loro arte medica. Persuaso dall’inefficacia della medicina del suo tempo, egli gettò le fondamenta di una nuova “filosofia medica”, che in seguito avrebbe preso il nome di Osteopatia. Molte sono le testimonianze di chi vide Still applicare le sue tecniche e “miracolosamente” guarire persone afflitte da mesi da gravi malattie infettive, o da anni da condizioni tumorali. A Kirksville, nel Missouri, all’età di 64 anni, iniziò ad insegnare e fondò la prima scuola di Medicina Osteopatica del paese, nota allora con il nome di “American School of Osteopathy”. I suoi allievi riportano che egli sembrava non ripetere mai la stessa tecnica, ma insegnava ad ascoltare il corpo “with thinking fingers and a listening mind”.

Nel 1899 riassunse il suo pensiero medico nel libro Filosofia dell’Osteopatia. Egli divenne presto la perfetta fusione della figura del bone setter (manipolatore) e quella del magnetic healer (guaritore energetico). Questa professione fu in origine definita dalle parole Osteo e Pathos per indicare la predilezione dell’intervento osteopatico per le strutture ossee del corpo umano, e per la struttura in senso lato come dominante sulla funzione.

Tuttavia, la definizione di Still dell’Osteopatia era di “Law of Mind, Matter and Motion”, ancora oggi di significato sibillino.

Tuttavia, nel corso degli anni, la parola Osteopatia, pur rimanendo tale, ha sviluppato un significato molto più ampio rispetto alle sue origini, trascendendo la dicotomia tra struttura e funzione e giungendo ad una visione olistica nella diagnosi, valutazione e trattamento del corpo-mente-spirito. Still morì nel 1917, all’età di 90 anni, dopo aver pubblicato Autobiography nel 1908 e Osteopathy Research and Practice.

L’Osteopatia è una filosofia, un’arte manuale e una scienza medica che fonda i propri principi olistici sulla natura fisica, chimica, meccanica e psichica del corpo. Essa offre il proprio contributo terapeutico in ogni condizione patologica, garantendo i presupposti necessari alla guarigione, tramite il ripristino equilibrato di tutte le suddette forze nel corpo. L’Osteopatia si basa su pochi principi, semplici, chiari e così naturali da apparire banali allo sguardo di occhi distratti. La scienza osteopatica si fonda saldamente sui seguenti principi:

  • .  La vita è movimento: poiché il metabolismo della cellula è in qualche modo cambiamento, rinnovamento, dinamismo, ogni restrizione di “movimento” nella fisiologia di qualunque tessuto porta alla perturbazione dell’omeostasi e quindi dello stato di salute;
  • . Il corpo è un tutto: la visione olistica dell’uomo/animale è il principio base dell’Osteopatia, poiché ogni parte del corpo è strettamente collegata alle altre, lavorando sinergicamente per lo stato di salute dell’organismo nel suo insieme; ogni singolo componente del corpo è parte integrante dell’unità corporea e viceversa, giungendo alla conclusione che trattando il “tutto” si tratta le singole parti che lo compongono  e viceversa;
  • . Il corpo è dotato di una “saggezza intrinseca che si esprime attraverso meccanismi di autoregolazione (termica, chimica, pressoria…) e capacità di auto-guarigione;
  • . Struttura (Anatomia) e Funzione (Fisiologia) sono intimamente correlate: così che l’una esercita un’influenza sull’altra. Ogni parte del corpo funziona secondo la sua struttura specifica: se la struttura e quindi la funzione sono integre, la malattia non può svilupparsi; altrimenti quest’ultima trova il terreno fertile per poter diventare funzionale e successivamente organica;
  • . La legge dell’arteria è suprema: poiché la comunicazione tra cellule e il loro mantenimento dell’omeostasi avviene attraverso la linfa ed il sangue, ogni perturbazione della circolazione linfatica o sanguigna porta ad uno stato di sofferenza e di perdita dell’omeostasi, e quindi predispone all’instaurarsi della malattia.

Il trattamento osteopatico incoraggia e supporta i principi omeostatici del corpo e il suo equilibrio naturale. In questi termini, l’intervento osteopatico trova un piano di applicazione senza limiti, come illimitata è la “saggezza intrinseca” del corpo. L’Osteopata, pur riconoscendo il valore di un “protocollo” di intervento per ciascuna patologia, basa ogni sua attività sull’unicità psico-fisica del paziente nell’istante della consultazione, piuttosto che sulla definizione “sintomatica” in cui il paziente viene spesso imprigionato e ridotto.

Ciò richiede un’attenta valutazione della sua fisionomia, costituzione corporale, stato psico-emotivo, capacità di recupero, postura, ampiezza dei movimenti attivi e passivi, vitalità espressa nella motilità viscerale, fasciale e nel ritmo cranio-sacrale. Il quadro sintomatico acquisisce così un’importanza secondaria (ad eccezione di alcuni casi), poiché viene inserito nella condizione globale dell’individuo.

Ciò implica un distacco dell’intervento terapeutico dall’area in cui si manifesta il sintomo, per osservarne le interazioni e le possibili connessioni con tutte le altre strutture adiacenti o remote. Così una coxite può essere trattata osteopaticamente agendo sul rachide lombare, o su una vescica o persino trattando solo il cranio.

L’Osteopata si avvale di un sistema di diagnosi e di terapia manuale indipendente da altre figure professionali, quali Chiropratici, Fisioterapisti e Medici, ignorando il supporto farmacologico di alcun tipo. Qualsiasi sia la condizione anormale da cui il corpo è afflitto, l’obiettivo osteopatico si prefigge di:

  • . Ripristinare la mobilità (articolare) o la motilità (fasciale, viscerale, craniosacrale…) là dove siano state compromesse;
  • . Migliorare l’apporto sanguigno e il ritorno venoso e linfatico per ottimizzare l’ossigenazione e la nutrizione al metabolismo cellulare;
  • . Normalizzare e ottimizzare le interazioni tra i diversi apparati corporei: del sistema nervoso centrale e periferico con il sistema muscolo-scheletrico, immunitario ed endocrino;

L’Osteopatia si propone pertanto di ripristinare lo scheletro al meglio delle sue possibilità, di migliorare la circolazione sanguigna, di risolvere le tensioni dei visceri, e dei tessuti molli quali fasce o membrane, affinché il corpo ritrovi in sé e attraverso di sé l’equilibrio. Questo garantisce di fatto la legittimità e l’efficacia dell’intervento osteopatico non solo per disturbi muscolo-scheletrici, ma anche per molti dei disturbi respiratori, intestinali, cardiovascolari ed endocrini in ogni fascia di età: dal periodo neonatale all’età geriatrica.

La bellezza e la semplicità di tutto questo possono essere riassunte in una summa che il fondatore di questa scienza manuale ha forgiato per i suoi posteri colleghi: “l’Osteopatia è la Scienza della Mente, della Materia e del Movimento…se scorgi un problema trovalo, correggilo e lascialo in pace” (A.T. Still).

Dr. Paolo Tozzi, BSc (Hons) Ost, DO, FT, M. G.Os.C. (UK), M. S.O.A.P. (UK), M. R.O.I. (IT)  @: pt_osteopathy@yahoo.it

Vicedirettore Scuola di osteopatia C.R.O.M.O.N. www.scuoladiosteopatia.it

Vicepresidente A.I.R.O.P. www.airop.it

Tesoriere Os.E.A.N. www.osean.com